operazione varicocele tempi di recupero

L’operazione varicocele è una tecnica chirurgica consigliata per il trattamento della dilatazione delle vene testicolari.

Non è l’unico rimedio per trattare questa patologia, però, quando il varicocele si presenta in forma grave, l’intervento chirurgico può essere consigliato.

Per esempio in presenza di varicocele 3 grado l’operazione potrebbe essere decisa dal medico come metodo di intervento sicuro per risolvere il problema.

Molti si chiedono se per il varicocele l’operazione fa male e altri si interrogano sul punto se per il varicocele l’operazione è obbligatoria.

In realtà possiamo dire che ci sono altri metodi di intervento, però l’operazione al varicocele potrebbe essere consigliata quando gli altri trattamenti medici non si rivelano efficaci.

Ma vediamo di andare più a fondo in tutto ciò che riguarda per il varicocele l’operazione, scopriamo quali sono dopo l’operazione al varicocele i tempi di recupero, qual è la fase della post operazione al varicocele e se è possibile curare il varicocele senza operazione.

Sintomi della dilatazione delle vene testicolari

Generalmente il varicocele non ha sintomi specifici.

L’unico indizio che ci può indurre a sospettare di essere in presenza di questa patologia è il gonfiore ai testicoli.

Soltanto in casi piuttosto rari la malattia si presenta con dolore e senso di pesantezza che interessano il testicolo che ha riportato il disturbo.

Informazioni molto utili riguardo il dolore ai testicoli puoi trovarle in questi articoli:

Il dolore si può manifestare quando ci si trova in ambienti molto caldi, dopo aver compiuto attività fisica o dopo un rapporto sessuale.

Chi soffre di varicocele può avere più dolore al testicolo se sta molto in piedi, per poi sperimentare una sensazione di sollievo, distendendosi.

Cause del problema

Ma quali sono le cause che conducono a questa patologia e che possono indurre alla necessità di arrivare ad un’operazione di varicocele?

Non tutti gli esperti sono d’accordo sulle cause di questa patologia.

Alcuni ritengono che cause vere e proprie non sono conosciute o comunque non sono state scoperte ancora dalla ricerca scientifica.

Si è spesso ritenuto che l’insorgenza del problema sia dovuta ad un’alterazione delle valvole che sono collocate sulla parete interna delle vene.

Normalmente le valvole sono molto utili perché permettono al sangue di spostarsi in un’unica direzione.

In caso di varicocele, invece, verrebbe meno questo funzionamento e il sangue tornerebbe indietro, determinando un vero e proprio ristagno.

Ci sono poi altre teorie, che sostengono che il varicocele potrebbe essere una conseguenza di un blocco del flusso sanguigno, il quale interesserebbe soprattutto le vene addominali.

Poiché il sangue non scorrerebbe bene, si accumulerebbe e determinerebbe la dilatazione.

I fattori di rischio

Non possiamo dire che ci siano moltissimi fattori di rischio che intervengono a determinare la patologia.

Quelli che si ritengono più importanti possono essere considerati la statura elevata e la familiarità, il fatto che in famiglia ci sia un parente di primo grado che soffre di varicocele.

Generalmente si distinguono due tipi di malattia, quella idiopatica e quella secondaria.

Il varicocele idiopatico è più tipico degli adolescenti e dei ragazzi giovani e sarebbe determinato dal malfunzionamento delle valvole venose.

Generalmente questa prima forma non dà luogo a grosse complicazioni.

Il varicocele secondario, invece, sarebbe determinato dal blocco al flusso sanguigno ed è tipico delle persone adulte o dei soggetti anziani.

Rimedi per il varicocele

È molto importante che il varicocele sia curato adeguatamente, per non incorrere in varie complicazioni, come l’atrofia testicolare, che consiste nella riduzione del volume dei testicoli stessi.

A volte, se non adeguatamente trattata, la patologia più essere causa di infertilità maschile.

Questo accadrebbe perché il ristagno di sangue determina un aumento della temperatura nei testicoli e tutto ciò influisce sulla formazione e sul movimento dello sperma.

L’operazione

Non sempre occorre fare ricorso all’operazione per il varicocele.

A volte il disturbo non richiede nemmeno un trattamento specifico.

Molti, anche avendo visto per l’operazione varicocele dei video diffusi in rete, ritengono che l’operazione l’operazione per il varicocele dolorosa.

In realtà in questi casi è sempre importante farsi consigliare dal medico, che deciderà quando sia necessario sottoporsi all’intervento chirurgico, dopo aver valutato se è presente una riduzione del volume dei testicoli, una riduzione degli spermatozoi e se il varicocele sia bilaterale.

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I tipi di intervento chirurgico

Ci sono tre tipi di intervento chirurgico che si possono praticare per trattare il varicocele.

Il primo è quello tradizionale, definito anche a cielo aperto.

Si tratta di un’operazione per il varicocele i cui tempi possono essere più lunghi rispetto ad altre tecniche.

Molti si chiedono proprio l’operazione al varicocele quanto dura, ma la durata dell’operazione per il varicocele dipende anche molto dal tipo di intervento a cui si fa ricorso.

L’intervento tradizionale è un’operazione per il varicocele per cui l’anestesia può essere generale o locale.

Si pratica un’incisione all’inguine e vengono isolate le vene testicolari dilatate.

In questo caso di varicocele il post operazione comunque non è particolarmente complesso, infatti, in seguito al varicocele con l’operazione i tempi di recupero sono di circa due giorni per poter ritornare a svolgere le attività più leggere e di due settimane per le attività più pesanti e per lo sport.

Il secondo tipo di intervento è la procedura chirurgica laparoscopica, una tecnica molto meno invasiva, che non comporta grandi incisioni.

Con gli strumenti chirurgici introdotti tramite piccoli buchi, si provvede all’isolamento delle vene dilatate.

In questo caso i tempi di recupero sono più brevi.

Si può procedere anche alla cosiddetta embolizzazione percutanea, che consiste nel bloccare le vene testicolari dilatate o attraverso delle spirali metalliche oppure tramite sostanze embolizzanti.

Ciò che serve per bloccare le vene viene introdotto attraverso un catetere, che viene applicato al braccio o all’inguine.

Qualsiasi sia la tecnica adoperata, per il varicocele dopo l’operazione il medico può prescrivere dei farmaci come antibiotici e antidolorifici.

Dopo l’operazione per il varicocele si potrebbe notare anche nel caso del varicocele nella post operazione un gonfiore.

Per valutare se si tratta di una recidiva, bisogna sempre consultare il proprio medico di fiducia.

Qualsiasi sia il tipo di operazione praticato, parla sempre col tuo medico su quali sono in caso di varicocele per l’operazione i rischi e informati inoltre in caso di varicocele per l’operazione il costo che dovresti sostenere, se l’intervento non è a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

Approfondimenti utili:

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