idrocele intervento chirurgico

Per l’idrocele intervento sempre necessario?

Innanzitutto definiamo che cos’è l’idrocele. Si tratta di un accumulo di liquido nello scroto.

Quest’ultimo costituisce la sacca all’interno della quale risiedono i testicoli.

Sono molte le cause dell’idrocele, che possono variare in base all’età del soggetto che ne è affetto.

Di solito nei più piccoli il disturbo si manifesta a causa della mancanza della chiusura del dotto peritoneo-vaginale.

Molto più diversificati sono invece i motivi che stanno alla base della condizione negli adulti.

I soggetti più a rischio sono i bambini molto piccoli e gli uomini che hanno un’età superiore ai 40 anni.

Quando si sospetta di soffrire di idrocele, ti dovresti sempre rivolgere al tuo medico di fiducia oppure ad un andrologo specializzato.

Soltanto una persona esperta infatti è in grado di valutare se è necessario l’intervento per l’idrocele nei bambini e se è necessario l’intervento per l’idrocele nell’adulto.

L’ipotesi per l’intervento chirurgico per l’idrocele va valutata con molta attenzione, anche perché a volte per l’idrocele l’intervento con complicanze può accadere.

Quindi per l’idrocele intervento sempre possibile o sempre da valutare caso per caso?

Cerchiamo di scoprirne di più.

Sintomi della malattia

Differenti sono i sintomi che riguardano il disturbo e che fanno optare in caso anche per l’idrocele intervento.

Di solito il tutto si manifesta con il testicolo gonfio o con entrambi i testicoli gonfi.

Il gonfiore può variare da paziente a paziente ed è correlato generalmente alle cause che scatenano la malattia.

L’idrocele può causare anche dolore ai testicoli, può determinare arrossamento allo scroto e senso di pressione alla base del pene.

In caso di questi sintomi bisogna sempre rivolgersi al medico anche per evitare, attraverso una diagnosi tempestiva che possa presupporre anche il ricorso all’intervento di idrocele, delle complicanze, come l’alterazione delle funzioni sessuali e una ridotta produzione di sperma.

L’infiammazione ai testicoli dovrebbe essere sempre uno dei segni da tenere in considerazione per rivolgersi al medico e per valutare l’ipotesi dell’idrocele intervento.

Cause del disturbo

Come già abbiamo avuto modo di specificare, le cause possono differire a seconda dell’età del soggetto che soffre di idrocele.

Nei neonati di solito il motivo dell’insorgenza dell’accumulo di liquido nello scroto va rintracciato nella mancata chiusura del dotto che unisce l’addome allo scroto e che si chiama dotto peritoneo-vaginale.

Negli adulti invece ci possono essere tante cause differenti, quando la condizione non ha un’origine idiopatica.

Per esempio si può trattare della riapertura del dotto peritoneo-vaginale, di un’infiammazione ai testicoli, magari dopo aver subito un trauma, oppure di un’infezione, come la sifilide.

Infatti spesso l’intervento idrocele a causa di rapporti sessuali può essere necessario per risolvere il problema in seguito ad una malattia sessualmente trasmessa come appunto la sifilide.

A volte l’intervento per idrocele si rende necessario a causa della presenza di ritenzione idrica che coinvolge gli arti inferiori.

Può darsi anche il caso di idrocele dopo intervento per varicocele.

Rimedi per risolvere il problema

Nei bambini molto piccoli il disturbo tende a risolversi spontaneamente e in genere non è necessario ricorrere ad un trattamento specifico.

Quindi non si rende necessario nemmeno ricorrere all’idrocele intervento, che è un’ipotesi comunque da prendere in considerazione soltanto sotto il consiglio medico.

Generalmente nei bambini molto piccoli bisogna attendere almeno 12 mesi perché si possa manifestare la guarigione.

Se nei bambini molto piccoli il disturbo non scompare spontaneamente oppure se si riscontrano dei segni di peggioramento, i medici possono ritenere necessario l’idrocele intervento, che consiste in un drenaggio dei liquidi presenti all’interno dello scroto.

Negli adulti il trattamento dipende molto dai sintomi che si manifestano.

Anche negli adulti un idrocele con sintomi molto lievi può guarire spontaneamente nel giro di 6 mesi, perché si ha un riassorbimento spontaneo del liquido.

Se i sintomi invece sono molto più pesanti, può essere necessario aspirare il liquido tramite un ago oppure ricorrere ad un idrocele intervento attraverso la tecnica dell’idrocelectomia.

Idrocele intervento chirurgico

Esistono tre diversi metodi chirurgici per intervenire in caso di idrocele.

Queste tecniche si chiamano rispettivamente procedura Lord, idrocelectomia (di cui abbiamo già detto) e operazione a finestra aperta.

La procedura Lord si utilizza soltanto negli idroceli più piccoli.

Il sacco scrotale viene aperto a livello anteriore e attraverso una sutura viene estratto il bordo peritoneale.

L’idrocelectomia viene utilizzata per gli idroceli più grandi e consiste nell’asportazione dell’eccesso di tunica vaginale.

I bordi vengono cuciti al cordone spermatico e all’epididimo.

Il chirurgo valuta attentamente di lasciare abbastanza spazio nella tunica vaginale per non lasciare sotto pressione il cordone spermatico.

Nell’operazione con le finestre aperte si possono trattare idroceli più piccoli.

La tecnica consiste nell’asportare una finestra di tessuto dalla tunica vaginale.

Nell’idrocele post intervento può essere necessario posizionare un drenaggio.

A questo in genere si fa ricorso nell’idrocele dopo l’intervento, quando l’idrocele è grande.

A volte può essere necessario anche applicare un supporto scrotale attraverso una garza oppure utilizzare una medicazione a compressione per ridurre l’edema.

Per l’idrocele l’intervento chirurgico può prevedere anche un’operazione combinata tra aspirazione e scleroterapia.

Tutto ciò serve a ridurre le dimensioni dell’idrocele.

La tecnica prevede l’utilizzo di un ago per aspirare il liquido e per iniettare gli agenti sclerosanti.

Questa tecnica comunque deve essere valutata con molta attenzione e deve essere affidata soltanto alle mani di un esperto.

L’idrocele intervento è una pratica molto delicata e l’operazione combinata con la scleroterapia può avere anche dei rischi.

Infatti potrebbe esserci il pericolo di introdurre in questo modo dei batteri nel sacco scrotale.

In questo modo può avvenire una contaminazione del fluido presente all’interno del sacco e le condizioni del paziente potrebbero aggravarsi.

I rimedi naturali

Alcuni rimedi naturali potrebbero essere d’aiuto per contrastare l’idrocele.

L’omeopatia usa Arnica e Conium, specialmente nel caso in cui l’idrocele è causato da contusioni, traumi, colpi.

Un’altra cura omeopatica consiste nell’uso di Berberis Vulgaris, Nux Vomica e Clematis.

Questi tre rimedi vengono usati quando l’idrocele provoca bruciore, dolore anche ai testicoli o con i sintomi che si estendono all’addome.

Fondamentale è seguire comunque una dieta adeguata anche per favorire la guarigione spontanea del disturbo.

Si dovrebbero mangiare mele, pere, arance, uva e melone.

In particolare si deve prestare attenzione alla cena, che potrebbe comprendere delle verdure insieme al consumo di pane integrale.

Molto importante è bere succo di limone con un po’ di zucchero ed evitare prodotti in scatola, tè, caffè e liquore.

Approfondimenti utili:

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